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La Boutique del Gusto offre direttamente on line la possibilità di acquistare salumi toscani tradizionali quali il Lardo di Colonnata a marchio IGP. E' disponibile in diverse pezzature: 2 kg o in tranci da 500 gr.
Dal 2004 il Lardo di Colonnata ha infatti ottenuto il marchio IGP (Indicazione Geografica Protetta) della Comunità Europea. Solo il lardo prodotto a Colonnata, secondo un rigido disciplinare, puo’ fregiarsi del nome “Lardo di Colonnata IGP”, e riportare la dicitura “ Garantito dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali ai sensi del Reg. (CE) 510/06. Diffidate dalle imitazioni!
Come si consuma il Lardo di Colonnata:
Il Lardo di Colonnata può essere consumato in diversi modi. Come condimento per soffritti, insieme a poco olio, con cipolla e aglio, per preparare verdure e stufati. Tagliato a dadini e rosolato sino a diventare biondo puo’ condire delle insalate con radicchio di campo, verza bollita e patate. Ma il lardo è anche un buon companatico, specialmente se unito a pomodoro, cipolla e rucola. Tritato, con l’aggiunta di un po’ di prezzemolo e poco aglio, è eccellente per preparare pizze, crostini di pane, oppure spalmato su tartine.
Gustato con miele o melone è una vera delizia per il palato. Del lardo non si butta via niente.
Come si conserva il Lardo di Colonnata:
per la conservazione del prodotto bisogna una volta tagliato, ripiegare la cotenna sul corpo del taglio, quindi avvolgere il pezzo di lardo in un canovaccio tenuto sempre umido e riporre in un luogo fresco, nel fondo del frigorifero. Ancora meglio in cantina. E’ importante non privarlo del suo sale.
Non sappiamo con esattezza quando i nostri avi cominciarono a salare il lardo, ma ancora oggi nelle fresche e umide cantine di Colonnata, ideali per la sua stagionatura, il lardo riposa per mesi nelle conche di marmo.
Un tempo era l’unico sostegno, con un po’ di pane, dei cavatori del marmo nelle loro giornate lunghe e faticose. Come molti prodotti nati poveri, con il miglioramento delle condizioni economiche aveva perso la sua importanza, ma i Colonnatesi hanno sempre tenuto le conche del loro marmo piene di lardo. E’ come una bandiera che è solo loro, un pezzo della propria terra.
Ognuno ha il proprio modo di salarlo anche se le differenze non sono facili da cogliere. E’ sempre lardo, sale, rosmarino e spezie ma ogni salatura è un rito che si rinnova nel quale con un tocco da maestro e tanta meticolosità, si trasforma una parte del maiale ritenuta secondaria, in qualcosa di prelibato, apprezzato anche dai palati più fini.
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