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I legumi toscani

 

Sul nostro sito trovi una vasta scelta di legumi Toscani che possono essere acquistati direttamente on-line in modo semplice e veloce. I nostri legumi sono prodotti ricercatissimi dai piu’ grandi gourmet italiani. Sono infatti commercializzati in quantità limitatissime da piccoli produttori che mantengono la coltivazione ancora a livello artigianale.

Sul nostro catalogo prodotti, troverete inoltre una ampia scelta di prelibatezze del paronama enogastronomico italiano  che possono essere acquistate direttamente da casa tua.
Sul nostro sito alla voce legumi e cereali trovate: il Fagiolo di Sorana IGP, il famoso Fagiolo Zolfino del Pratomagno e altre specie di legumi italiani meno conosciuti ma di qualità eccellent come la Cicerchia di Serra de' Conti, presidio Slow Food.

  • IL FAGIOLO DI SORANA: tenero e delicato, ha una buccia sottile e liscia che dopo una cottura adeguata si fonde completamente con la polpa. A renderlo un cibo particolarmente ricercato,oltre alle proprietà organolettiche,sono le sue caratteristiche di facile digeribilità. Il terreno su cui viene coltivato il fagiolo di Sorana è ricco di sabbia e ghiaia e copre alcuni ettari lungo il torrente Pescia. Si tratta del "ghiareto",suolo di natura alluvionale sito sul margine sinistro del corso d'acqua costituito da alcune lingue di terra in cui piantare i sostegni per il rampicante. La zona più vocata va dal Ponte di Sorana al Ponte di Castelvecchio, ma si coltiva anche lungo l'altro ramo del torrente fino al Mulino di Stiappa. Ma il "cru" più esclusivo, per dirla alla francese, è la zona denominata Ortochiaro. La produzione attuale è di circa 60 quintali annui; i produttori sono una quindicina. Come tutti i legumi hanno un alto valore energetico,un considerevole contenuto proteico e un discreto apporto di sali minerali. Quelli secchi contengono circa il 23% di sostanze proteiche superiori alle proteine del cereali, ma inferiori a quelle di origine animale. La semina avviene durante l’ultima luna di maggio e nei giorni della settimana in cui non figura la lettera “r”: altrimenti si dice, che i fagioli anneriscono. La raccolta avviene tra Agosto e Settembre e viene eseguita completamente a mano. La fase successiva riguarda l’essiccazione che avviene al sole per tre /quattro giorni. I fagioli non perdono il loro valore nutrizionale durante la cottura. Per non alterarne le qualità, è consigliabile mettere i fagioli a bagno in acqua tiepida la sera precedente la cottura, e farli bollire lentamente nella medesima acqua, preferibilmente nella fiasca di vetro a bocca larga che a Pescia viene denominata gozzo o nella tradizionale pentola di coccio.
  • FAGIOLI ZOLFINI: E' il fagiolo tipico del Pratomagno un'area collinare fra le provincie di Arezzo e Firenze tra i filari degli olivi, sugli appezzamenti vicino alle coloniche ed alle pievi romaniche, tutto intorno alle Balze, paesaggio suggestivo e fiabesco. Prende il suo nome dal particolare colore giallo pallido che ricorda molto quello dello zolfo. La sua buccia si scioglie in bocca come ostia a detta dei buongustai. Si caratterizza per un alto grado di digeribilità e ciò è dovuto alla sua buccia particolarmente sottile tanto da non necessitare il preammollo. Il Fagiolo Zolfino è diventato un culto della gastronomia e della agricoltura Toscana essendo molto ricercato, ma purtroppo anche raro essendo la sua produzione molto ridotta. Per la sua tutela è stata creata anche una associazione; "Associazione Fagiolo Zolfino del Pratomagno". La sua coltivazione richiede tutta la passione di cui questo legume ha bisogno; la germinazione è molto difficoltosa, non gradisce molto l’acqua e la conservazione non è propriamente facile. Insomma un fagiolo che si fa un po’ desiderare ma che comunque vale la pena assaggiare. Il tempo di cottura si aggira intorno alle due ore a fuoco basso.
  • LA CICERCHIA: è una leguminosa a granella e proviene da una pianta erbacea annuale, abbastanza simile alla pianta dei ceci. La sua origine è molto antica e proviene dal medio oriente. Ha caratteristiche nutrizionali interessanti, sia per l'elevato contenuto di proteine e amido sia per la scarsa quantità di grassi. Buona anche la presenza di vitamine. Ottima come zuppa. Si semina in primavera, alla fine di aprile e si raccoglie in agosto; non ha bisogno di particolari colture e si adatta anche a terreni poco fertili. A Serra de’ Conti, nel cuore delle terre del Verdicchio dei castelli di Jesi, un gruppo di giovani agricoltori si sono associati e hanno fondato la Cooperativa della Bona Usanza per salvare questo legume povero che rischia l’estinzione. Viene coltivata con tecniche a basso impatto ambientale, secondo la normativa comunitaria. La varietà di questa cicerchia è particolare, minuta e spigolosa, con colorazioni che vanno dal grigio al marrone scuro. Non ha bisogno di ammollo e cottura prolungati e la buccia non è coriacea, ne’ amara. Viene venduta in sacchetti da 500 g. guarnita con foglie di alloro e pepe nero per garantire la migliore conservazione. La Cicerchia di Serra de’ Conti è un presidio Slow Food.

I legumi appartengono alla famiglia delle Papillonacee, però solo alcune specie vengono coltivate a scopo alimentare. Le più comuni sono il fagiolo, pisello, la fava, il cece, la lenticchia, la cicerchia e la soia. La composizione dei legumi varia a seconda della specie. Tutti sono fonti di proteine, secondi solo ai cereali come fonte proteica dell'alimentazione mondiale (soprattutto quella dei paesi asiatici). I legumi secchi ne contengono mediamente il 30%, fino al 40% la soia. Le proteine dei legumi hanno però un valore biologico medio basso, essendo carenti di amminoacidi. E’ consigliabile abbinarli quindi ad altre fonti proteiche come carne e pesce. I legumi contengono discrete quantità di sali minerali, in particolare potassio e il patrimonio vitaminico viene quasi completamente perso con la cottura.

 
 

 

 

cicerchia serra dei conti

fagioli di sorana

fagioli zolfini all'uccelletto

fagiolo cocco bianco

lenticchie di ustica

ceci serra dei conti